Il contesto in cui opera la scuola è costituito da quattro elementi e gruppi di attori principali:

  1.            Il territorio e le Istituzioni, Enti Locali, in esso operanti;
  2.            La condizione familiare e lavorativa delle famiglie degli studenti che accedono al nostro Liceo;
  3.            Il tessuto produttivo delle aziende e delle associazioni professionali operanti nella realtà economica del territorio;
  4.            Il complesso delle altre scuole, sia del ciclo primario sia di quello secondario, operanti in parallelo alla nostra nel settore dell’educazione.

 

Per quanto riguarda il punto 1, appare opportuno rilevare quanto segue a proposito di Alba e del territorio albese:

Punto di riferimento di un ampio circondario, Alba è una città di circa trentamila abitanti, ricca di storia e di tradizioni: "municipium" romano e più tardi importante centro medievale, sede di una diocesi, fu nel 1796 una delle prime Repubbliche giacobine dell'epoca napoleonica e, nel periodo della Resistenza, si costituì, già prima del 25 Aprile, come Libera Repubblica.

Dalla città e dal suo circondario provengono figure di primo piano della cultura e dell'arte del Novecento, quali Fenoglio, Pavese e Gallizio.

Dal punto di vista economico oggi Alba può definirsi un grosso centro agro-industriale, in cui  grandi aziende leader a livello industriale, come la Ferrero (nel campo dolciario), la Miroglio (in quello tessile) e la Mondo Rubber (in quello delle piste di atletica), si affiancano ad una tradizione agricola ricca di prodotti enogastronomici, preparati e commercializzati da un grande numero di imprese di piccola e media dimensione. La vocazione della città ad un'apertura verso l'estero si è manifestata da tempo, realizzandosi non solo a livello degli scambi commerciali, ma anche attraverso una serie di gemellaggi che, a partire dagli anni sessanta, l'hanno collegata con le città di Medford (negli Stati Uniti), Banska Bystrica (nell'attuale Slovacchia), Boblingen (in Germania), La Mure (in Francia), Zavidovich (in Bosnia), St. Cugat (Spagna), Taby (Svezia) e Pschsyna (Polonia) e che hanno contribuito in modo considerevole ad allargare la diffusione e la conoscenza dei prodotti locali, favorendo l'afflusso di turisti e la crescita complessiva di un settore del terziario, quello alberghiero e della ristorazione, già di per sé in grado di fornire servizi di qualità e prestigio. A suggello di questo virtuoso percorso economico e culturale è giunto nel giugno del 2014 il riconoscimento dei territori di Langa Roero e Monferrato come sito iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO, grazie ad una radicata cultura del vino e allo straordinario paesaggio modellato dal lavorodell’uomo.

 

A queste ampie trasformazioni dell'economia ed a questa costante "europeizzazione" del territorio, che non hanno peraltro del tutto eliminato la dimensione provinciale della città e la ristrettezza di vedute e di cultura del suo territorio, il Liceo "Leonardo da Vinci" ha saputo far fronte, negli anni precedenti, orientando in queste direzioni la sua offerta formativa.

A tale scopo negli anni passati erano nate la sperimentazione linguistica Brocca con il potenziamento complessivo delle lingue (proposte anche a livello extracurricolare), la sperimentazione sociopsicopedagogica poi sostituite e rinnovate dal Liceo delle Scienze Sociali ed in ultimo dal Liceo delle Scienze umane e dal Liceo Socio – economico (LES). Sono seguiti numerosi scambi culturali con altre scuole europee, il progetto Comenius, il collegamento di iniziative didattiche (stages, ricerche, inchieste...) con le realtà locali.

Per quanto riguarda la lettura del territorio, in funzione della programmazione complessiva dell'offerta formativa dell'Istituto, i docenti avvertono maggiormente l'esigenza di:

  1.   approfondire e, soprattutto, aggiornare l'analisi della struttura sociale del nostro bacino di utenza; di cui occorre meglio conoscere la composizione (vista anche la crescente presenza di europei ed extracomunitari), gli stili e i progetti di vita, le attese e le motivazioni culturali;
  2.     recensire le attività e le presenze culturali locali, in modo tale da realizzare un collegamento più organico e proficuo, da un punto di vista didattico, formativo e professionalizzante, con alcune di esse.

Di seguito vengono riportati in sintesi i dati dell’indagine conoscitiva relativa all’anno 2012/2013 (fonte : Osservatorio Istruzione Pubblica Piemonte e Unioncamere).

 

Analisi della situazione scolastica e occupazionale della provincia di Cuneo:

La popolazione scolastica tra i 14 e i 19 anni della provincia di Cuneo, all' A.S. 2012/2013 (ultimi dati disponibili), risultava di 23187 individui.

Il numero totale degli iscritti nell’ A.S. 2013/14 risultava 23.765 di cui 12.237 femmine.

Il nostro Istituto ha incrementato il numero di iscritti da 566 (2001/2002) a 903 (2014/2015) ossia più 337 unità. La componente maschile è in costante aumento, in una scuola tradizionalmente femminile.

Nel quadro generale della Provincia di Cuneo il saldo previsto per il 2013 fra assunzioni e pensionamenti o uscite di lavoratori dipendenti è negativo : -2010 unità pari ad una variazione del - 1,60%; la media regionale è -2,20%.

Ad esempio nel settore dei servizi (ambito che interessa maggiormente la tipologia dei corsi di studio della nostra scuola) i saldi saranno compresi fra -4,30% del turismo/ristorazione e +0,7% dei servizi avanzati delle imprese.

In questo quadro negativo emerge però il dato positivo secondo il quale già dal 2013 le imprese cuneesi intendevano riservare ai giovani con meno di 30 anni il 37% delle assunzioni programmate e questo trend è in crescita. Infatti si stima che le opportunità per i giovani potrebbero, nei prossimi due anni, raggiungere quasi i 2/3 delle assunzioni totali.

La Provincia di Cuneo appare in quest’ottica in una condizione più che favorevole rispetto alla media nazionale.

In particolare interessa il nostro Liceo il fatto che la propensione ad assumere giovani è nettamente più elevata tra le imprese dei servizi (dove raggiunge il 73% del totale) rispetto alle imprese dell’industria (52%).

Il nostro Liceo infatti prevede un percorso di studi tendenzialmente più favorevole all’ambito dei servizi pubblici e privati. In ciò si può spiegare il costante trend positivo nelle iscrizioni che mostrano consapevolezza del fatto che il nostro percorso di studi offre apprezzabili garanzie negli sbocchi lavorativi. Inoltre, nella Provincia di Cuneo risultano stabili le opportunità di assunzione  per le donne (42%) in imprese sia maschili che femminili, di fronte alla media nazionale del40%.

Questo indice è molto importante nella nostra realtà che ha una forte presenza femminile, che vede ben sostenuta la prospettiva di trovare un lavoro nelle nostre tipologie di studi.

 

Infine il nostro Liceo è in grado di sostenere la preparazione di figure di elevata competenza (high skipp) che nella Provincia di Cuneo ad esempio nel 2013 sono state pari al 13% del totale degli assunti.

La nostra Scuola può supportare anche la preparazione di figure di livello intermedio che nel 2013 sono state pari al 35% del totale degli assunti.

L’esigenza di attività professionali di medio/alto profilo trova dunque nel nostro Istituto  una risposta significativa.

 

Queste premesse costituiscono il quadro di riferimento essenziale entro cui inserire le attività del Liceo, in particolare in riferimento alla Alternanza scuola-lavoro, attività che, come vedremo, può essere realizzata solo di concerto con il mondo economico, gli enti locali, le associazioni, ecc. del territorio qui descritto.

 

Per quanto riguarda il punto 2 relativo alle condizioni familiari e lavorative delle famiglie del nostro liceo, appare opportuno rimandare ai dati contenuti nella porzione iniziale del RAV della scuola, tenendo presente che la crisi economica ha inciso duramente anche in quest’area che pure ha risentito meno rispetto al resto del Paese e della Regione Piemonte.

 

Per quanto riguarda il punto 3 e 4, essi saranno presi particolarmente in esame laddove sia necessario evidenziare percorsi di studio che necessitino di Reti scolastiche o collaborazione con il mondo del lavoro locale, come nell’alternanza scuola-lavoro.


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